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Silvia Ferreri - La Madre di Eva

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Ci sono libri che si incontrano per caso. Non sempre quando si entra in libreria si ha una meta, uno scopo. Così nel mio girovagare ho incontrato "La Madre di Eva" e l'ho fatto mio. Ho cominciato a leggere senza sapere bene cosa aspetarmi e non sono rimasta delusa. E' stata una lettura avida, le pagine del libro scorrevano via velocissime. Non è stato dificile entrare nella storia. Chi racconta la storia è la madre di Eva e lo fa da una clinica serba mentre aspetta la fine dell'operazione che porterà la figlia al cambiamento di sesso. E' un dialogo a senso unico quello della madre a Eva. Tutto il libro è una dimostrazione di amore bellissima, commovente. " Il tempo non conta. Il tempo non esiste più. Si è fermato. Ricomincerà solo quandoti sveglierai e mi guarderai con i tuoi occhi nuovi di zecca. Punto zero dell'anno zero. Da lì gli orologi ricominceranno a battere. da lì dovremo cercare un nuovo modo di guardarci, di chiamarci, di parla...

Salvatore Niffoi. La vedova scalza

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  "Me lo portarono a casa un mattino di giugno, spoliolato e smembrato a colpi di scure come un maiale" Così inizia "La vedova scalza" di Niffoi, libro vincitore del Premio Campiello 2006. La storia, che vede come protagonisti due giovani  Mintonia e Micheddu, è ambientata all'epoca del Fascismo in Sardegna, più nello specifico in Barbagia. E' una storia di amore e di vendetta. Amore tra Mintonia e  Micheddu, prepotente ed esclusivo che dura nonostante tutto, nonostante Micheddu sia costretto alla macchia. Vendetta, perchè è questo il filo conduttore di tutto il romanzo: "uchidere e isparire, questo devi fare..." A me il romanzo è piaciuto molto anche se non l'ho trovato di facile lettura per via di alcune parole e alcune frasi scritte in sardo che non facilitano la comprensione. La caparbietà nella lettura del libro mi ha comunque ripagata perchè pagina dopo pagina sono riuscita a entrare nella storia e anche...

Donatella Di Pietrantonio, L'arminuta

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Donatella Di Pietrantonio, L'arminuta , Einaudi, 2017       La storia si volge a metà degli anni Settanta, in un paesino abruzzese, ma in un’atmosfera che sembra fuori dal tempo; è raccontata in prima persona dalla protagonista di cui non viene però menzionato il nome. L’ arminuta in dialetto abruzzese significa “la ritornata”. È una ragazzina tredicenne che viene rimandata, da coloro che lei ha sempre considerato suoi genitori,  a vivere presso i genitori biologici in un paesino dell’entroterra abruzzese. Negli anni successivi alla guerra in molte famiglie numerose e indigenti si usava affidare un figlio a un parente che potesse crescerlo come figlio proprio. Da un giorno all’altro, però, l’ arminuta scopre di non essere figlia delle persone con le quali è cresciuta e, cosa ancor più traumatizzante, si trova catapultata dagli agi e dal calore della sua casa in una famiglia povera di contadini composta da padre, madre, quattro fratelli e una...