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Alessandro Garigliano, Mia figlia, don Chisciotte

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<<...mia figlia - al pari di don Chisciotte - anacronistica come tutti i bambini, incarna una utopia errante utile a rivelare un sistema sociale civile economico molto più assurdo della sua ingenua follia e di quella del Cavaliere>> Una storia tenera e affascinate quella contenuta in questo libro. La storia del rapporto tra un papà e sua figlia spiegato e raccontato attraverso il paragone con il "Don Chisciotte" di Cervantes. Lei, la figlia, una principeffa pronta a esplorare il mondo con la sua prospettiva da bambina, con il suo entusiasmo da treenne. Lui, il papà, che cerca, come Sancio nel romanzo, di contenerla, di indirizzarla, di proteggerla cercando, però, di non spezzare l'incanto proprio della sua giovane età. Tra le righe, tra le pagine del racconto il Don Chisciotte, il romanzo oggetto di studio e di ricerca da parte del papà che, a casa e senza lavoro, si finge agli occhi della figlia uno studioso del Cervantes, un moderno cantastorie ...

Antonella Meiani, Tutti i bambini devono essere felici

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Il maestro Paolo Alimonta non ha mai smesso di insegnare perché crede in una scuola pubblica di qualità, inclusiva e partecipata.  Questo libro racconta la sua storia e il suo impegno. La sua grande umanità contrasta con il modello di scuola anaffettiva, a cui siamo abituati. Paolo dice che bisogna stare a fianco di ogni bambino, coccolarlo, incitarlo, consolarlo, asciugargli le lacrime, spronarlo, aspettarlo, e, se necessario, ricominciare da capo. Non bisogna mai, neppure per un istante pensare di rinunciare e di abbandonare anche uno soltanto.  per lui la scuola è un luogo dove i bambini devono essere felici.  Ha previsto un angolo nell'aula dove su un tappetone rilassarsi e leggere un libro durante le ore di lezione. Per lui è importante che si crei "la triangolazione perfetta", quella formata dai maestri, il bambino e i genitori. Paolo non comprende perché i genitori entrino a scuola solo per i colloqui e per ritirare le pagelle e non entrino mai per...

Il paradosso dell'ignoranza da Socrate a Google

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Nel libro "Il paradosso dell'ignoranza da Socrate a Google" di Antonio Sgobba, il cui vero titolo, in realtà, è un punto interrogativo scritto in rosso, si sottolinea che l'errore non è ignoranza. Si può studiare ciò che si sa di non sapere, ma non si può far nulla di fronte a ciò di cui si ignora l'esistenza"; la nostra stessa incompetenza nuoce alla nostra capacità di riconoscere la nostra incompetenza".  Sgobba sostiene che l'ignoranza non si può eliminare e allora sposta la sua attenzione sulla funzione sociale dell'ignoranza e sul rapporto con Google e il Web. L'ignoranza  ha una funzione sociale  e costituisce un grande vantaggio evolutivo, perché permette agli uomini  di collaborare tra di loro e di strutturarsi in comunità, altrimenti gli uomini sarebbero autosufficienti, egoisti e per niente disposti a collaborare. Per quanto riguarda Google e il Web, hanno creato nell'uomo l'illusione di essere onnisciente. Nel ...