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Antonella Meiani, Tutti i bambini devono essere felici

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Il maestro Paolo Alimonta non ha mai smesso di insegnare perché crede in una scuola pubblica di qualità, inclusiva e partecipata.  Questo libro racconta la sua storia e il suo impegno. La sua grande umanità contrasta con il modello di scuola anaffettiva, a cui siamo abituati. Paolo dice che bisogna stare a fianco di ogni bambino, coccolarlo, incitarlo, consolarlo, asciugargli le lacrime, spronarlo, aspettarlo, e, se necessario, ricominciare da capo. Non bisogna mai, neppure per un istante pensare di rinunciare e di abbandonare anche uno soltanto.  per lui la scuola è un luogo dove i bambini devono essere felici.  Ha previsto un angolo nell'aula dove su un tappetone rilassarsi e leggere un libro durante le ore di lezione. Per lui è importante che si crei "la triangolazione perfetta", quella formata dai maestri, il bambino e i genitori. Paolo non comprende perché i genitori entrino a scuola solo per i colloqui e per ritirare le pagelle e non entrino mai per...

Il paradosso dell'ignoranza da Socrate a Google

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Nel libro "Il paradosso dell'ignoranza da Socrate a Google" di Antonio Sgobba, il cui vero titolo, in realtà, è un punto interrogativo scritto in rosso, si sottolinea che l'errore non è ignoranza. Si può studiare ciò che si sa di non sapere, ma non si può far nulla di fronte a ciò di cui si ignora l'esistenza"; la nostra stessa incompetenza nuoce alla nostra capacità di riconoscere la nostra incompetenza".  Sgobba sostiene che l'ignoranza non si può eliminare e allora sposta la sua attenzione sulla funzione sociale dell'ignoranza e sul rapporto con Google e il Web. L'ignoranza  ha una funzione sociale  e costituisce un grande vantaggio evolutivo, perché permette agli uomini  di collaborare tra di loro e di strutturarsi in comunità, altrimenti gli uomini sarebbero autosufficienti, egoisti e per niente disposti a collaborare. Per quanto riguarda Google e il Web, hanno creato nell'uomo l'illusione di essere onnisciente. Nel ...

Marilena Renda, Regali ai fantasmi

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Marilena Renda, Regali ai fantasmi , Mesogea, 2017     Dato che i miei genitori sono morti, nella mia famiglia siamo rimasti io, mia zia e mia sorella, più un certo numero di altri parenti. Mia sorella è sordomuta ma non malata, ecco perché finora di lei si è occupata mia zia. Ora tocca anche a me, penso. Vorrei capire se lei mi piace veramente oppure no: dopo che è nata erano tutti troppo isterici, tutti presi dalla loro difficoltà di capire cosa fare, era impossibile capirci qualcosa. Poi sono passati gli anni, io non sapevo che fare, c’erano troppe cose che non sapevo dire, non sopportavo più nessuno di loro, avevo l’età che me ne volevo andare, mi annoiavano troppo le cose attorno. Il silenzio di Vittoria aveva fatto un silenzio più grande e gettato lo sconforto nella nostra vita, questo pensavo. La protagonista di questo romanzo parla in prima persona e ricostruisce in un flusso di pensieri e di ricordi il rapporto con la sorella minore sordomuta. È come ...