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Donatella Di Pietrantonio, L'arminuta

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Donatella Di Pietrantonio, L'arminuta , Einaudi, 2017       La storia si volge a metà degli anni Settanta, in un paesino abruzzese, ma in un’atmosfera che sembra fuori dal tempo; è raccontata in prima persona dalla protagonista di cui non viene però menzionato il nome. L’ arminuta in dialetto abruzzese significa “la ritornata”. È una ragazzina tredicenne che viene rimandata, da coloro che lei ha sempre considerato suoi genitori,  a vivere presso i genitori biologici in un paesino dell’entroterra abruzzese. Negli anni successivi alla guerra in molte famiglie numerose e indigenti si usava affidare un figlio a un parente che potesse crescerlo come figlio proprio. Da un giorno all’altro, però, l’ arminuta scopre di non essere figlia delle persone con le quali è cresciuta e, cosa ancor più traumatizzante, si trova catapultata dagli agi e dal calore della sua casa in una famiglia povera di contadini composta da padre, madre, quattro fratelli e una...

Stiamo leggendo...le nostre "Proposte di Lettura"

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Archiviata l'esperienza del "Premio letterario Biblioteche di Roma" e archiviata l'esperienza del "Circolo di Lettura day", noi Circolanti abbiamo deciso di continuare a condividere le esperienze di lettura. Nasce così "Proposte di lettura" una selezione di  letture che ci sono particolarmente piaciuti. Come? Ogniuno di noi ha fatto le sue "Proposte di Lettura", ha lasciato le proprie copie in biblioteca e ha cominciato a leggere i libri consigliati dai colleghi. Cosa stiamo leggendo? Questo è l'elenco delle nostre proposte: Salvatore Niffoi, La Vedova Scalza . ed. Adelphi 2006 David Foster Wallace, Brevi interviste con uomini schifosi . ed. Einaudi 2013  Donatella Di Pietrantonio, L'Arminuta . ed. Einaudi 2017 Marc Augé, Momenti di felicità . ed. Cortina Raffaello 2017 Tobie Nathan, Quando gli dèi sono in guerra . ed. La Scuola 2017 Stefano Benni, Terra! . ed. Feltrinelli 2013 Muriel Barbery, L'e...

Romana Petri, Il mio cane del Klondike

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Il mio cane del Klondike è la storia di Osac un cane ricco di controindicazioni, un selvaggio che viene da lontano, indomabile e fuggiasco, sentimentale e al contempo ottuso nel suo amore donato senza riserve, ingombrante, binario e caotico come racconta il suo nome ma anche una créme glacée. Abbandonato dalla sua prima famiglia viene ritrovato senza vita ai bordi di una strada e riportato a forza ad una nuova vita fatta di spazi stretti, troppo per la sua prepotente esuberanza, di circuiti urbani inadatti al suo spirito selvaggio. Eppure nonostante tutto Osac a modo suo si adatta per amore, un amore senza riserve ma privo di sentimentalismi, un amore fisso e stabile, fedele, che non si consuma ed è per questo eterno.  <<Ciò che gli andava più a genio era essere una specie di mia appendice, una prolunga, un’altra come me ma con la testa e i sentimenti suoi>>   Gli uomini invece consumano i sentimenti, anzi spesso sono convinti che amare significhi cambiar...