Loredana Cornero, 1977. Quando il femminismo entrò in tv


Loredana Cornero, 1977. Quando il femminismo entrò in tv, Harpo, 2017


Il 1° settembre 1977, sulla seconda rete della Rai, ebbe inizio un programma televisivo tutto dedicato alle donne: Si dice donna. Fatti, ricerche, domande sul mondo femminile.
Il libro racconta la storia della nascita, della preparazione e della messa in onda di questo programma, nelle  quattro edizioni succedutesi fino al 1981.

Loredana Cornero ci restituisce bene l’entusiasmo, l’impegno, le idee, le discussioni, le difficoltà e le soddisfazioni vissute dalle protagoniste (soprattutto) e dai protagonisti di questa esperienza innovativa e riesce altrettanto bene a farci calare nel clima storico-culturale di allora: quello, in particolare, delle battaglie femministe per i diritti delle donne e per modificare il ruolo della donna nella società italiana.

Un apporto fondamentale per la riuscita del programma fu dato da Tilde Capomazza, curatrice dello stesso, che seppe dare voce alle donne, ai loro sentimenti, alle loro difficoltà. Alla redazione parteciparono giornaliste interne alla Rai ed esterne, storiche del femminismo, responsabili di associazioni, dirigenti Udi, tutte attive nel movimento femminista.

Questo libro è un affresco della società italiana degli anni Settanta, delle vicende politiche e di cronaca di quegli anni, della stessa storia della Rai che in quel periodo sperimentava nuovi modi di fornire il servizio pubblico (grazie all’apertura di Massimo Fichera, direttore della seconda rete e di Marina Tartara, prima donna a capo della struttura della rete) affrontando per la prima volta temi che ponevano al centro dell’interesse la donna in tutti gli aspetti della sua vita: sessualità, lavoro domestico, lavoro fuori casa, istruzione, cultura, maternità, politica.

E le donne italiane, diventate protagoniste di una trasmissione televisiva, risposero con entusiasmo. Il programma ebbe un grande successo in tutte le quattro edizioni e riuscì a riunire milioni di spettatrici e spettatori davanti al televisore.

Si dice donna terminò bruscamente nell’aprile del 1981, dopo una puntata dedicata ai dieci anni di battaglie per la legge sull’aborto, a pochi mesi dal referendum per l’abrogazione di quella stessa legge. Il clima era mutato.

Loredana Cornero racconta anche di quando nel 1979 la Rai trasmise per la prima volta un processo: Processo per stupro, sulla seconda rete diretta da Massimo Fichera. Dal Convegno internazionale sulla violenza contro le donne del 1978 era emerso come i processi contro gli stupratori si trasformassero sempre in processi contro la vittima e un collettivo di autrici e registe Rai progettarono un documentario che facesse entrare le italiane e gli italiani direttamente nell’aula di un tribunale in cui si sarebbe svolto un processo per stupro. Il programma ebbe un impatto fortissimo e ne venne trasmessa anche una replica. Famosa è diventata l’arringa dell’avvocata Tina Lagostena Bassi che parlò a nome delle donne e denunciò il linciaggio morale a cui era stata sottoposta la sua assistita che da vittima era stata trattata come imputata.

Nonostante le battaglie femministe di allora e il progetto di legge di iniziativa popolare per la modifica del codice penale, solamente nella seconda metà degli anni Novanta il reato di violenza sessuale diventerà un crimine contro la persona.

L’attualità ci mostra come non sia per niente morto l’istinto di origine maschilista e patriarcale di trasformare in imputata una donna vittima di violenza.

La lettura di questo libro, non posso negarlo, mi ha suscitato anche tanta amarezza perché ci si rende conto che oggi, dopo quarant’anni, molte cose non sono cambiate e che molti problemi relativi al ruolo della donna nella società e nell’ambito domestico, alla sua libertà di esprimersi e di prendere decisioni sul proprio corpo e sulla propria vita sono rimasti e che, soprattutto, molte conquiste ottenute dalle battaglie femministe vengono costantemente messe in discussione in Italia e in altri paesi della civilissima e progredita Europa.
Alessandra

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